Progetto Foodland di Fondazione Veronesi

Progetto Foodland di Fondazione Veronesi

Il progetto Foodland di Fondazione Veronesi approda alla Pallavolo Gonzaga Giovani con un obiettivo chiaro: educare i più giovani a uno stile di vita sano attraverso un approccio coinvolgente, concreto e vicino al loro mondo. Non una lezione teorica, ma un’esperienza che unisce alimentazione, movimento e sostenibilità dentro il contesto sportivo, dove i ragazzi vivono quotidianamente valori e sfide.

Portare FoodLand in palestra significa trasformare l’educazione alimentare in qualcosa di pratico e tangibile. Qui, infatti, i giovani atleti sperimentano direttamente quanto ciò che mangiano influenzi energia, concentrazione e performance. Il progetto utilizza il gioco come strumento principale: un linguaggio naturale che permette di imparare senza pressioni, costruendo conoscenze durature attraverso l’esperienza.

Uno degli aspetti centrali è il messaggio di equilibrio: non esistono cibi “buoni” o “cattivi”, ma abitudini più o meno adatte. L’obiettivo è sviluppare consapevolezza, aiutando ragazzi e famiglie a costruire nel tempo un rapporto sano con il cibo, lontano da rigidità e sensi di colpa. In questo percorso, anche lo sport diventa un alleato fondamentale, rendendo immediati e visibili i benefici di scelte corrette.

Allo stesso tempo, il progetto affronta alcune criticità comuni tra i giovani atleti, come un’alimentazione non sempre adeguata agli allenamenti, il consumo eccessivo di snack zuccherati o la scarsa conoscenza nutrizionale. Attraverso attività pratiche e momenti di confronto, FoodLand stimola nei ragazzi una maggiore autonomia e responsabilità nelle proprie scelte quotidiane.

Leggi l’intervista completa al team di Foodland

1. Che cos’è il Progetto FoodLand e con quale obiettivo nasce?

FoodLand è un progetto educativo ideato da Fondazione Veronesi per accompagnare bambini e ragazzi alla scoperta dell’alimentazione, del movimento e della sostenibilità. Nasce con l’obiettivo di promuovere uno stile di vita sano in modo coinvolgente, aiutando i più giovani a fare scelte consapevoli senza ricorrere a divieti o prescrizioni rigide.

2. Perché è importante portare questo progetto all’interno di una società sportiva come Pallavolo Gonzaga?

Perché la società sportiva è un luogo educativo a tutti gli effetti. Qui i bambini imparano il valore dell’impegno, della costanza e del rispetto del proprio corpo. Portare FoodLand in questo contesto significa rendere l’educazione alimentare parte integrante dell’esperienza sportiva, e non un contenuto separato o astratto.

3. Perché avete scelto il gioco come strumento principale per parlare di alimentazione?

Il gioco è il linguaggio naturale dei bambini. Attraverso il gioco si sperimenta, si sbaglia, si impara senza paura di essere giudicati. Parlare di alimentazione giocando permette di costruire conoscenze che restano nel tempo, perché nascono da un’esperienza vissuta e non da una lezione frontale.

4. Qual è il legame più importante tra alimentazione corretta e pratica sportiva nei bambini?

Nei bambini e nei ragazzi un’alimentazione equilibrata e la regolare attività fisica contribuiscono a una crescita armoniosa allenando il corpo a utilizzare i nutrienti in modo ottimale, con benefici che si riflettono anche sulla salute futura. Inoltre, durante l’attività sportiva, una corretta alimentazione è fondamentale per garantire energia adeguata, favorire il recupero e migliorare le prestazioni.

5. Quali errori alimentari sono più comuni nei giovani atleti di oggi?

Errori in cui i giovani atleti possono incorrere sono il rischio di un apporto energetico insufficiente, sottostimando i fabbisogni di un organismo in crescita sottoposto ad allenamenti impegnativi, la scarsa cultura alimentare e le influenze negative da parte di fonti non qualificate, l’uso di integratori senza una reale necessità o guida professionale, il saltare i pasti chiave come la colazione o consumare pasti inadeguati prima o dopo l’allenamento. Comune a tutti poi, anche ai non atleti, sono il consumo scarso di frutta e verdura e quello eccessivo di bevande e snack zuccherati o più genericamente di cibi ultraprocessati.

6. C’è un messaggio chiave che ogni famiglia dovrebbe portarsi a casa da questi incontri?

Sì: non esistono cibi “buoni” o “cattivi”, ma abitudini più o meno adatte. L’alimentazione è un percorso che si costruisce insieme, in famiglia, con esempi quotidiani e senza sensi di colpa.

7. Se l’alimentazione fosse un gioco, quale sarebbe la regola più importante da imparare?

La regola dell’equilibrio: nessun alimento da solo fa la differenza, conta l’insieme delle scelte nel tempo.

8. In che modo lo sport può diventare un alleato concreto dell’educazione alimentare, e non solo un contesto “teorico”? Lo sport rende immediati

gli effetti delle scelte alimentari: energia, recupero, concentrazione. Quando un bambino collega ciò che mangia a come si sente durante l’allenamento, il messaggio diventa reale e significativo.

9. Qual è la differenza tra “mangiare sano” e “avere un rapporto sano con il cibo”?

Mangiare sano vuol dire assumere i giusti nutrienti dagli alimenti più favorevoli, avere un rapporto sano col cibo riguarda la relazione emotiva, cognitiva e comportamentale. Significa capacità di ascoltare le necessità del proprio corpo (fame-sazietà), assenza di rigidità paure o sensi di colpa, saper far coincidere o comunque bilanciare ciò che piace con ciò che fa bene, senza utilizzare il cibo per compensare stress, ansia o emozioni negative.

10. C’è un momento, durante questi progetti, in cui capite che il messaggio è arrivato davvero?

Quando vedi i ragazzi collaborare divertendosi per arrivare ad un obiettivo comune, magari non perfetto ma autentico, ragionato e migliore rispetto a quello di partenza. Inoltre, alcuni si ripromettono, una volta tornati a casa, di raccontare alla famiglia come poter migliorare la cena prevista o la prossima spesa al supermercato.

11. Se un bambino tra qualche anno si ricordasse solo una cosa di FoodLand, cosa vorreste fosse?

Vorremmo che si ricordasse che anche con poco, senza sforzo, giorno per giorno possiamo fare tanto per la nostra salute ma anche per quella degli animali e dell’ambiente.

12. Se doveste descrivere questo progetto con una sola parola, quale scegliereste e perché?

Consapevolezza, perché FoodLand non dice ai bambini cosa fare, ma li aiuta a capire, scegliere e crescere in autonomia.